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Sicurezza nelle scuole: dati aggiornati INAIL 2018/2019

Sicurezza nelle scuole: dati aggiornati INAIL 2018/2019

Con l’inizio del nuovo anno scolastico, l’INAIL ha pubblicato un report sulla sicurezza nelle scuole, relativo ai casi di infortunio denunciati nel corso del 2018/2019.

In un trend già in crescita dal 2017, anno in cui è stato introdotto l’obbligo di comunicazione anche per gli infortuni che comportano un solo giorno di assenza (escluso quello dell’evento), anche il 2018 ha registrato un aumento delle denunce di infortunio nelle scuole.

Nello specifico, quelle pervenute all’INAIL sono state oltre 77 mila, ovvero 1.400 in più rispetto all’anno precedente (crescita del 2%). Vediamo, in questo articolo, alcuni dei dati più interessanti tra quelli comunicati dall’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro.

Sicurezza nelle scuole e infortuni: alcuni dati

Innanzitutto, bisogna considerare che la copertura assicurativa dell’INAIL copre gli infortuni che avvengono solo durante specifiche attività o in determinati ambiti.

Questo, ovviamente, accade perché gli studenti non sono titolari di un rapporto di lavoro, dunque sono assicurati in via eccezionale per gli infortuni che accadono in:

  • attività tecnico-scientifiche;
  • attività di scienze motorie e sportive;
  • esercitazioni pratiche e di lavoro;
  • viaggi di istruzione o di integrazione della preparazione.

Nel corso dell’ultimo anno scolastico sono stati 8,5 milioni gli studenti in totale, di cui circa 7,7 nelle scuole statali (il report prende in esame, infatti, i dati relativi alle scuole pubbliche).

In generale, sul totale degli infortuni denunciati, oltre la metà sono stati accertati positivamente, ma per la grande maggioranza si è trattato di casi lievi: il 97,7% senza riconoscimento di alcun grado di menomazione, mentre il 2% con un grado compreso tra 1 e 5 (quindi comunque molto basso).

Infortuni a scuola: regioni, fasce d’età e casistiche più frequenti

Il 44% delle denunce di infortunio nelle scuole si concentra in sole tre regioni: Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, che si dividono rispettivamente il 22%, l’11,3% e il 10,7% del totale.

Per quanto riguarda gli infortuni accertati positivamente, invece, per ogni regione viene considerato il rapporto tra i casi registrati e il totale degli studenti di quel territorio: escludendo Trentino Alto Adige e Valle d'Aosta, l'Emilia Romagna figura dunque al primo posto (con 8 casi ogni 1.000 studenti esposti), seguita da Piemonte e Lombardia.

Nel complesso, non vi è una grande differenza di genere: il 55,7% degli infortuni riconosciuti riguarda gli studenti, mentre il 44,3% le studentesse.

Un dato interessante riguarda, invece, le classi d'età maggiormente coinvolte. Ad incidere di più, con un netto 64%, sono gli infortuni che riguardano gli alunni under 14, mentre la fascia 15-19 anni segue con il 35,1%.

Le cause di tali infortuni sono soprattutto legate a scivolamenti, inciampamenti, movimenti scoordinati o passi falsi: elementi che, nella maggior parte dei casi, provocano contusioni e fratture a mani e polsi o lussazioni delle caviglie.

Il report dell'INAIL evidenzia anche quali sono i mesi più "pericolosi", ovvero quelli che registrano il maggior numero di infortuni nelle scuole: al primo posto si piazza maggio, seguito da ottobre e marzo.

Sicurezza nelle scuole: misure di prevenzione e protezione

Il D.Lgs. 81/08 è il riferimento normativo sia per il settore privato che pubblico, in tema di salute e sicurezza.

Anche la scuola, dunque, è soggetta a tali norme: è l’ambiente in cui gli studenti trascorrono la maggior parte della loro giornata, quindi vanno garantite l'attuazione e il miglioramento continuo delle misure atte a eliminare o limitare al minimo i rischi per chiunque viva gli spazi scolastici.

Per il tipo di attività svolte, la scuola è soggetta alle tipologie di rischio specifiche dei luoghi ad alta densità di affollamento. La valutazione dei rischi, inoltre, è influenzata da un ulteriore parametro da non trascurare, ovvero l’età degli alunni, che nella maggior parte dei casi sono minorenni e, talvolta, addirittura infanti.

In una visione aziendale, secondo quanto evidenziato dal Testo Unico sulla sicurezza, gli studenti vengono equiparati al lavoratore, mentre il personale docente, che si occupa delle attività di controllo e sorveglianza, ricopre il ruolo del preposto. Il dirigente scolastico, invece, è visto come il datore di lavoro, con tutti gli obblighi e le responsabilità che richiede tale ruolo.

Per comodità, dunque, abbiamo riassunto in questo articolo una mini-guida per educatori e docenti, che riepiloga obblighi e adempimenti previsti per legge in tema di sicurezza nelle scuole.

Per avere maggiori informazioni su altri aspetti più specifici, invece, non esitare a contattarci per richiedere un appuntamento con un nostro professionista.


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Scritto da: Katerina Inama


Consulente specializzata in Sicurezza sul lavoro, appassionata di moda.





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