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Infortuni e malattie sul lavoro: i dati dell’Inail e le proposte del Governo

Infortuni e malattie sul lavoro: i dati dell’Inail e le proposte del Governo

Nella relazione annuale dell'Inail sono stati illustrati i dati relativi a infortuni e malattie sul lavoro del 2017 e di inizio 2018.

In linea generale i dati dello scorso anno mettono in evidenza una certa stabilità nelle denunce degli infortuni e un lieve calo dei decessi sul luogo di lavoro: numeri, però, in aumento per quanto riguarda il 2018.

I risultati si mantengono comunque alti e, dunque, non certo incoraggianti: ecco perché sul tema è intervenuto anche il nuovo Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Luigi Di Maio, che ha annunciato alcune misure atte a incentivare e premiare le aziende che investono nella salute e sicurezza dei propri lavoratori.

Relazione annuale Inail 2017: infortuni sul lavoro

I dati relativi agli infortuni sul lavoro, inseriti nella Relazione annuale Inail del 2017, evidenziano numeri in linea con il 2016 per quanto riguarda le denunce presentate all’Inail stessa (641 mila, con una riduzione dello 0,08%).

Di questi, gli infortuni effettivamente riconosciuti sono poco meno di 417 mila, di cui circa il 19% avvenuti fuori dall’azienda (cioè in itinere o “con mezzo di trasporto”).

Gli infortuni mortali sono stati 617 (di cui 360 “fuori dell’azienda”), con una diminuzione del 2,8% rispetto al 2016. In aumento, invece, i casi mortali in itinere denunciati nei primi 5 mesi del 2018: in totale sono 389, ovvero 14 in più rispetto al 2017.

In totale, gli infortuni sul lavoro hanno causato circa 11 milioni di giornate di inabilità con costo a carico dell’Inail. In media sono:

 - 85 giorni per infortuni che hanno provocato menomazione
 - 21 giorni per infortuni in assenza di menomazione.

Relazione annuale Inail 2017: malattie sul lavoro

L'Inail ha diffuso anche i dati riguardanti le denunce di malattia sul lavoro, che nel 2017 sono state 58 mila (circa 2.200 in meno rispetto al 2016), il 65% delle quali riguardanti patologie del sistema osteomuscolare.

Se il numero appena riportato riguarda in senso stretto le denunce, i soggetti ammalati sono stati, invece, circa 43mila (il 37% dei quali per causa professionale riconosciuta).

Dopo la diminuzione registrata nel corso del 2017, tuttavia, i primi cinque mesi del 2018 hanno visto un nuovo aumento delle denunce di malattia professionale: al 31 maggio 2018 sono, infatti, 818 i casi in più registrati rispetto allo stesso periodo del 2017 (da 26.195 a 27.013).

Sicurezza sul lavoro, le proposte del nuovo Governo

Sul tema è intervenuto anche il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Luigi Di Maio, che ha ricordato quanto questi dati siano preoccupanti e di come i lavoratori continuino a "cadere come soldati sul campo di battaglia".

Tra i punti toccati nel suo discorso, il Ministro ha voluto sottolineare la necessità di allontanarsi dall'aspetto puramente sanzionatorio nei confronti delle imprese, per favorire il diffondersi di una cultura della sicurezza: ecco perché è previsto un rafforzamento delle strutture di vigilanza e controllo e dell'ispettorato del lavoro, che dovranno non solo avere un ruolo sanzionatorio, ma anche di accompagnamento delle imprese nel percorso di adeguamento e miglioramento dal punto di vista della sicurezza.

Tra gli obiettivi previsti vi è anche quello di ridurre la burocrazia, introducendo nuove agevolazioni per le imprese che investono in materia di sicurezza (ad esempio IVA agevolata su prodotti e servizi di tale ambito) e assicurando dei meccanismi premiali per chi applica correttamente le leggi e si adopera per fare anche più del minimo indispensabile richiesto dalle normative.

Tra le altre proposte, verrà data protezione sociale alle nuove categorie lavorative e alle professioni attualmente scoperte, in modo da essere al passo con l'evoluzione del mondo del lavoro, verso una tutela dei lavoratori sempre più 4.0. Prevista, infatti, la creazione di un fondo per le startup innovative che hanno precise mission, come efficienza sanitaria e sicurezza sul lavoro, così da proseguire il processo tecnologico in atto.

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Scritto da: Michele Vasselai


Responsabile marketing e vendite, specializzato in comunicazione d'impresa e sviluppo commerciale, appassionato motociclista.





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