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I dispositivi di protezione individuale delle vie respiratorie

I dispositivi di protezione individuale delle vie respiratorie

I dispositivi di protezione delle vie respiratorie permettono di proteggere i lavoratori dall'esposizione, per via inalatoria, di sostanze che possono comportare gravi effetti sulla salute.

Alcune attività, specie nel settore industriale e agricolo, possono infatti implicare la presenza di materiale aerodisperso, di diverse tipologie e in varie forme (polveri, fumi, fibre, gas, vapori, nebbie). Quando le misure di prevenzione e i mezzi di protezione collettiva non sono sufficienti a garantire la salute e sicurezza dei lavoratori, l'uso dei DPI respiratori diventa dunque fondamentale.

Vediamo, dunque, di conoscere meglio questi dispositivi e le principali tipologie.

DPI di protezione delle vie respiratorie: perché sono importanti

Il D.Lgs. 81/08 definisce i DPI come "qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo".

Nello specifico, gli Apparecchi di Protezione delle Vie Respiratorie (APVR) fanno parte dei DPI di terza categoria, ovvero quelli volti a proteggere il lavoratore da danni gravi o permanenti, o dal rischio di morte.

In effetti, l'importanza dei DPI respiratori è evidente sia come protezione da inalazione di sostanze che possono comportare conseguenze immediate (intossicazioni, shock, perdite di coscienza, ecc.) sia da rischi che possono presentarsi più avanti nel tempo (es. malattie o tumori).

In altri casi, questi dispositivi servono anche ad assicurare la respirazione in condizioni di scarsi livelli di ossigeno in ambiente.

Ecco perché, in generale, conoscere le caratteristiche di questi strumenti, ed essere in grado di utilizzarli nel modo corretto, diventa davvero cruciale. Come avviene per i DPI, anche quelli per la protezione delle vie respiratorie devono rispettare le norme previste del D.Lgs. 475/92. Questo significa che i lavoratori che dovranno usare questi dispositivi sono tenuti a seguire una formazione specifica per l'uso dei DPI.

Sarà obbligo del datore di lavoro, dunque, assicurare l'adeguata formazione ai propri dipendenti.

Collegato a questo argomento, potrebbe interessarti anche il seguente articolo del nostro blog: DPI, cosa sono i Dispositivi di Protezione Individuale.

Tipologie di DPI per la protezione delle vie respiratorie

I DPI per le vie respiratorie si suddividono in due grandi categorie: i respiratori a filtro e quelli isolanti.

I primi si occupano di filtrare l'aria da determinate concentrazioni di sostanze inquinanti, ma non proteggono contro l'insufficienza di ossigeno. Alcuni esempi di respiratori a filtro sono:

  • facciali filtranti o semimaschere filtranti (mascherine monouso, realizzate in materiale filtrante e che possono essere dotate di una o più valvole di espirazione. Sono indicate per la protezione da inquinanti particellari);
  • semimaschere e quarti di maschera (coprono naso, bocca e mento e, oltre ad essere dotate di valvola di espirazione, sono equipaggiate con uno o più filtri, di qualsiasi tipologia);
  • maschere pienofacciali (maschere intere, dotate di valvole espiratorie ed inspiratorie, possono essere equipaggiate con filtri di qualsiasi tipologia. Hanno visiera trasparente, per la protezione anche degli occhi).

Su maschere e semimaschere vengono inseriti filtri che possono essere antigas, antipolvere o combinati. Ogni filtro viene classificato con:

  • sigla, che indica la tipologia;
  • un numero, da 1 a 3, che specifica la capacità filtrante;
  • un colore, che identifica la sostanza filtrata. 

I respiratori isolanti, invece, proteggono l'utilizzatore sia dalla presenza di inquinanti che dall'insufficienza di ossigeno, quindi isolano di fatto il lavoratore dall'ambiente esterno, fornendogli aria o gas respirabile. Tra le principali distinzioni vanno segnalati:

  • respiratori isolanti autonomi: si dividono in respiratori a circuito aperto (ad erogazione a domanda a pressione positiva o negativa) o a circuito chiuso (a ossigeno compresso o a ossigeno chimico);
  • respiratori isolanti non autonomi: si dividono in respiratori con presa d'aria esterna (non assistiti, assistiti manualmente o assistiti con motore) o ad adduzione d'aria compressa (a flusso continuo, ad erogazione a domanda con pressione positiva o negativa).

Questi dispositivi vengono usati in ambienti con ossigeno carente (inferiore al 17%), con concentrazione elevata di inquinanti o in caso non si conoscano la natura e la pericolosità degli inquinanti stessi (ad esempio, spesso le situazioni di lavoro in ambienti confinati ne richiedono l’utilizzo).

DPI respiratori: le maschere di protezione FFP

Divenute difficili da reperire in molte zone, a causa dell'emergenza Coronavirus, le maschere monouso di protezione FFP (abbreviazione di Filtering Facepiece) fanno parte della categoria dei respiratori a filtro e sono facciali filtranti contro l’esposizione a particelle. 

Secondo la normativa EN 149, essi si dividono in 3 categorie, che dipendono dall'efficienza nel filtraggio dell'aria. In base alla concentrazione di una determinata sostanza nell'ambiente, e al valore limite di esposizione per quella sostanza (TLV), andrà scelta la mascherina di protezione adeguata:

  • FFP1, adatta a particelle fini e polveri, quando la concentrazione è maggiore del TLV e inferiore a 4 volte il TLV;
  • FFP2, adatta a particelle fini e tossiche, quando la concentrazione è compresa tra 4 e 10 volte il TLV;
  • FFP3, adatta a particelle pericolose e cancerogene, quando la concentrazione è compresa tra 10 e 30 volte il TLV.

In generale, come anticipato, l'efficacia dell'azione dei DPI respiratori dipende molto da un corretto utilizzo degli stessi: la formazione obbligatoria specifica si concentra proprio su aspetti come questo, per fare in modo che il lavoratore sappia quali dispositivi usare e come usarli, mettendo in atto le misure di prevenzione e protezione più efficaci in base al contesto di lavoro.

Da una corretta valutazione dei rischi è possibile capire quali sono i DPI respiratori più idonei a garantire la salute e sicurezza dei lavoratori. Se vuoi sapere come proteggere al meglio i tuoi dipendenti, o cerchi un corso di formazione all’uso dei DPI di III categoria, contattaci oggi stesso per maggiori informazioni.


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Scritto da: Ilenia Vasselai


Consulente specializzata in sicurezza sul lavoro e organizzazione corsi di formazione, amante di cucina e running.





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