Consulenza e formazione. Dal 1995 un punto di riferimento per aziende e professionisti.

Magazine

Direttiva Seveso III: valutazione invecchiamento impianti

Direttiva Seveso III: valutazione invecchiamento impianti

La direttiva 2012/18/UE, o Seveso III, introduce la necessità di gestire il rischio associato all'invecchiamento di impianti e attrezzature.

Tra gli elementi del SGS-PIR (Sistema di Gestione della Sicurezza per la Prevenzione degli Incidenti Rilevanti) posti all'interno del controllo operativo, la direttiva Seveso pone quindi, per la prima volta, l'attenzione su questa tematica (recepita in Italia dal D.Lgs. 105/2015).

È in virtù di ciò che il Ministero dell'Ambiente ha pubblicato un importante documento per la “Valutazione sintetica dell’adeguatezza del programma di gestione dell’invecchiamento delle attrezzature negli stabilimenti Seveso”. Redatto da un Gruppo di lavoro istituito ad hoc per l'applicazione uniforme della direttiva in Italia (art.11 del D.Lgs. 105/2015), questo documento può essere uno strumento utile per valutare l'adeguatezza dei piani di monitoraggio e controllo legati al rischio invecchiamento impianti. Vediamo di cosa si tratta.

Direttiva Seveso ter: metodo per la valutazione invecchiamento impianti

Lo strumento proposto per la valutazione del rischio si basa su un metodo a indici, dove sono stati individuati fattori acceleranti e frenanti nel processo di invecchiamento di impianti e strutture.

Rappresentato con diagramma a lisca di pesce (fishbone model), ad ogni fattore corrispondono penalità e compensazioni, che andranno poi sommate per ottenere una valutazione finale complessiva.

Il campo di applicazione è quello dei sistemi di contenimento primari nell’industria di processo: nonostante essi includano sia sistemi statici (serbatoi, reattori, scambiatori, ecc) che rotanti (ad esempio pompe, compressori o ventilatori), in questa prima versione del metodo di valutazione il focus è incentrato solo sui primi, cui è stata data priorità per le maggiori difficoltà nella loro eventuale sostituzione.

Alcuni esempi di stabilimenti in cui si possono trovare sistemi di contenimento primari statici sono:

  • raffinerie;
  • impianti chimici e petrolchimici;
  • depositi di Gas Liquefatti e impianti di rigassificazione;
  • depositi di prodotti petroliferi;
  • impianti di produzione energetica.

Valutazione rischio invecchiamento impianti: penalità

Come anticipato, il metodo per la valutazione del rischio individua dei fattori acceleranti, che velocizzano il processo di invecchiamento delle attrezzature e cui corrispondono, di conseguenza, delle penalità. Il Gruppo di lavoro che ha elaborato il documento (INAIL, ISPRA, ARPAL Liguria, ARPAV Veneto, ARPA Piemonte e Università di Messina) ne ha individuate in totale 6. Ecco quali sono.

1. Tempo in servizio/età

Questi fattori vengono considerati insieme, e riguardano il rapporto tra “Ore esercizio attuali”/“Ore max esercizio attese” e quello tra “Età reale” ed “Età massima attesa” delle attrezzature critiche. Per alcune di queste, ad esempio, il tempo di vita è legato all’altezza del sovraspessore di corrosione.

2. Fermate

Rapporto tra il numero di fermate impreviste e quelle totali dell’impianto. Un numero eccessivo di fermate impreviste, intese come non programmate, è un’indicazione del fatto che il sistema non è in equilibrio.

3. Tassi di guasto

Tasso di guasto registrato sui componenti meccanici critici, durante un periodo di tempo definito (che deve essere di minimo 10 anni). L’incidenza deve essere confrontata con il tasso di guasto riportato per la tipologia nei database di riferimento.

4. Incidenti e quasi incidenti

Vengono presi in considerazione gli eventi significativi registrati negli ultimi 10 anni (incidenti, quasi incidenti, anomalie) per capire qual è il rapporto tra quelli totali e quelli riconducibili a fenomeni di deterioramento.

5. Danneggiamenti

Non vengono considerati quelli minori, ma solo i danneggiamenti gravi delle attrezzature critiche, ovvero quelli che compromettono o riducono la funzionalità delle attrezzature e che richiedono una riparazione per tornare a funzionare (sempre con riferimento agli ultimi 10 anni).

6. Meccanismi di deterioramento

Fattore legato ai meccanismi chimici e fisici di deterioramento delle attrezzature critiche. Per ognuna di queste, viene individuato un meccanismo prevalente e attribuito un punteggio per: difficoltà di rilevabilità del fenomeno, velocità di propagazione e conseguenze. La media dei tre punteggi parziali fornisce il dato complessivo.

Valutazione rischio invecchiamento impianti: compensazioni

Il gestore degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante può scegliere liberamente quali soluzioni adottare per frenare l’invecchiamento di impianti e attrezzature.

Nel documento pubblicato dal Ministero dell’Ambiente, tuttavia, vengono fornite alcune misure che il gestore può utilizzare per la compensazione delle penalità. Ecco i 6 fattori che rallentano l’invecchiamento dei sistemi di contenimento primari statici.

1. Sistema di gestione integrità

Fattore che riguarda la gestione dei controlli sulle attrezzature critiche, integrata nel SGS-PIR (allegato B del D.lgs. 105/2015; altri dettagli sono definiti dallo standard UNI 10617:2012). Il punteggio, da 1 a 4, dipende da: conformità all'allegato B sopra citato, procedure basate sul rischio, adozione di uno standard specifico (API, ASME, EEMUA, CEN) e dinamicità della gestione delle ispezioni.

2. Risultati visite ispettive e audit del SGS-PIR

Si considerano visite ispettive e audit solo sul SGS-PIR nell'arco degli ultimi 10 anni. Viene conteggiato il rapporto tra il numero di punti con non conformità rilevate (distinguendo tra maggiori e minori) e quello di punti esaminati negli audit negli ultimi 10 anni.

3. Pianificazione e risultati delle ispezioni

Per ogni attrezzatura critica, viene indicato:

  • il numero di test di funzionalità eseguiti e quelli positivi
  • il numero di test d'integrità eseguiti e quelli positivi
  • il numero di prove programmate e quelle realmente eseguite entro i termini

I tre punteggi parziali ottenuti vengono poi mediati in un unico complessivo.

4. Efficacia delle ispezioni (riferite a quelle realmente fatte)

Percentuale di ispezioni appropriate tra quelle effettuate. Vengono presi in considerazione elementi quali efficacia, estensione, grado di copertura ottenibile, probabilità di rilevare tutti o parte dei difetti e qualificazione degli ispettori. Questi dati vanno raccolti per ogni attrezzatura critica nell'arco dei 10 anni: il punteggio finale sarà dato dalla media dei singoli valori.

5. Controllo di processo

Il controllo di parametri quali pressione, temperatura, livelli, flussi, ecc (tramite sistemi basati su sensori e regolatori) può evitare di aumentare lo "stress" cui sono sottoposti i materiali. In questo senso, l'adozione di standard (IEC 61508 e IEC 61511) può garantire l'affidabilità dei sistemi elettronici di controllo e valere come fattore premiante.

6. Rivestimenti e protezioni specifiche

Fattore legato all'utilizzo di rivestimenti interni o esterni o altre protezioni. In questo caso conta l'età del rivestimento, più che quella delle attrezzature critiche: vanno quindi considerati elementi quali: tipo di rivestimento, frequenza d'ispezione del rivestimento e condizioni rilevate nell'ultima ispezione.

Direttiva Seveso III: valutazione finale per la gestione invecchiamento impianti

Una volta raccolti i punteggi, penalità e compensazioni vanno sommate algebricamente per avere una valutazione finale sull’adeguatezza delle misure adottate.

Un risultato con valore negativo indica che sono necessari altri interventi per migliorare il sistema ma, in ogni caso, la valutazione è utile all’azienda per capire anche quali sono le misure che potrebbero essere implementate per gestire in modo efficace l’invecchiamento di impianti e attrezzature (per approfondire, qui puoi consultare il documento pubblicato dal Ministero dell’Ambiente).

Vuoi sapere quali misure adottare per una gestione ottimale dell’invecchiamento impianti della tua azienda? Contattaci ora per richiedere il supporto dei nostri professionisti.


 


renzo-vasselai-studioessepi  

Scritto da: Renzo Vasselai


Socio fondatore di Studio Essepi, consulente esperto in ambito sicurezza e sistemi di gestione, appassionato motociclista.





Chiamaci

045 8621499