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Rischi interferenziali: cosa sono?

Rischi interferenziali: cosa sono?

Come previsto dal Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, ogni azienda con almeno un dipendente deve effettuare una valutazione dei rischi generici e specifici che la riguardano.

Spesso, però, può capitare che, oltre a quanto individuato nel DVR, sopraggiungano dei rischi interferenziali, ovvero dovuti all'attività di aziende diverse che operano nello stesso luogo di lavoro (e talvolta nello stesso momento).

Come vanno gestite queste casistiche (molto più frequenti di quanto si possa pensare)? Approfondiamo meglio, in questo articolo, cosa sono i rischi interferenziali, cos’è previsto per legge e come effettuare la valutazione di questi rischi.

Cosa sono i rischi interferenziali e le diverse tipologie

Come indica il nome stesso, i rischi interferenziali sono quelli dovuti all'interferenza tra due o più aziende che svolgono attività diverse nello stesso luogo di lavoro (in contemporanea oppure anche in successione, se chi opera in precedenza può influire sulle condizioni di sicurezza di chi deve lavorare dopo).

Un esempio classico di rischio da interferenza può essere quello legato alle attività di un'impresa di pulizie in un ufficio, che può causare il rischio di scivolamento per i dipendenti dell'azienda eventualmente presenti nello stesso momento. Ma i casi possono essere davvero moltissimi: dalle manutenzioni alle riparazioni effettuate nelle imprese, fino alle diverse attività previste in un cantiere edile (es. la presenza simultanea di diverse figure, quali muratori, elettricisti, idraulici, ecc).

I rischi interferenziali, dunque, non sempre sono facili da prevedere e individuare, in quanto possono nascere dall'incontro tra realtà e figure appartenenti a settori anche molto distanti tra loro (magari formate sui rischi specifici legati alla propria attività ma non su quelli dell'altra impresa).

In base alle linee guida fornite dall'Inail, nella valutazione dei rischi da interferenze lavorative vanno considerate le seguenti tipologie:

  • rischi specifici: quelli già presenti nell’ambiente di lavoro oggetto dell’appalto;
  • rischi indotti presunti: quelli ipotizzati dal Committente in base all'attività svolta dall'appaltatore nell'ambiente di lavoro;
  • rischi standard: la combinazione dei rischi specifici e di quelli indotti presunti;
  • rischi indotti effettivi: quelli effettivamente introdotti dall'appaltatore nell'ambiente di lavoro del Committente;
  • rischi reali: quelli dati dalla somma dei rischi specifici, dei rischi indotti presunti e di quelli indotti effettivi.

Rischi da interferenze: cos’è previsto per legge, in base al Testo Unico

Dal punto di vista normativo, il D.Lgs. 81/08 affronta le situazioni legate ai rischi interferenziali all'articolo 26 ("Obblighi connessi ai contratti d'appalto o d'opera o di somministrazione").

Al comma 3, ad esempio, viene specificato come il datore di lavoro committente sia tenuto a elaborare "un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ciò non è possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze" (del DUVRI parleremo in modo più dettagliato nel prossimo paragrafo).

In generale, infatti, il datore di lavoro committente - "in caso di affidamento di lavori, servizi e forniture all'impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all'interno della propria azienda" - è tenuto non solo a verificare l'idoneità tecnico professionale di tali imprese e lavoratori, ma anche (comma 1, lettera b) a fornire a tali soggetti informazioni dettagliate sui rischi specifici esistenti nell'ambiente in cui dovranno operare e sulle misure di prevenzione ed emergenza adottate.

Per legge è inoltre previsto (al comma 2) che i datori di lavoro - compresi i subappaltatori - debbano:

  • cooperare all'attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro che incidono sull'attività lavorativa oggetto dell'appalto;
  • coordinare gli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, informandosi reciprocamente, anche al fine di eliminare i rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte nell'esecuzione dell'opera complessiva.

Il Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali (DUVRI)

Come anticipato, il Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali racchiude le misure da adottare per evitare o ridurre al minimo i rischi da interferenze.

Il DUVRI è un documento che va allegato al contratto d'opera o di appalto, e va adeguato a seconda dell'evoluzione dei lavori e dei servizi svolti. Tra i contenuti che devono essere previsti all’interno di questo documento vi sono:

  • dati dell'azienda committente;
  • dati dell'azienda appaltatrice;
  • dati relativi all'appalto;
  • rischi e misure di prevenzione e protezione;
  • norme generali di comportamento.

Il DUVRI è obbligatorio quando il datore di lavoro di un'azienda committente affida a un'impresa appaltatrice, o a lavoratori autonomi, lo svolgimento di lavori o servizi che vengono effettuati all'interno del luogo di lavoro della realtà committente stessa. L'obbligo non si applica, invece, nel caso di:

  • appalti di servizi di natura intellettuale (ad esempio, consulenti o tecnici interpellati per la redazione di progetti, ecc.);
  • forniture di materiali o attrezzature;
  • lavori o servizi di durata non superiore a cinque uomini/giorno, a meno che non riguardino mansioni ad alto rischio;
  • attività che comportano un basso rischio di infortunio per tutte le parti coinvolte (in ogni caso, deve essere presente un coordinatore qualificato);
  • nei cantieri, in caso di presenza del Piano di Sicurezza e Coordinamento.

Per approfondire, qui trovi un articolo specifico sulle differenze tra DUVRI e DVR.

I rischi interferenziali, se non gestiti in modo adeguato e consapevole, possono sfociare in incidenti e infortuni anche gravi. Devi redigere il DUVRI e vuoi essere certo di rispettare quanto previsto per legge sui rischi interferenziali? Contattaci senza impegno per richiedere il supporto di un nostro professionista.


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Scritto da: Mattia Pinali


Consulente specializzato in salute e sicurezza sul lavoro, musicista e appassionato di sport.


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