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Il piano di emergenza nelle palestre

Il piano di emergenza nelle palestre

Il piano di emergenza ed evacuazione è un documento importante in moltissimi contesti lavorativi, perché permette di avere un quadro chiaro delle misure di prevenzione dei rischi e di azione in caso di eventi eccezionali.

Dagli incendi alle calamità naturali (come terremoti, allagamenti, ecc.), ma anche crolli, esplosioni, fughe di gas e ogni tipo di evento accidentale e non prevedibile. Il PEE è un documento che integra il DVR, ed è obbligatorio in caso di:

  • luoghi di lavoro con almeno 10 lavoratori;
  • luoghi di lavoro aperti al pubblico, con presenza contemporanea di più di 50 persone (a prescindere dal numero di lavoratori);
  • attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco, ai sensi del DPR 151/2011.

Tra le attività soggette all'obbligo del piano di emergenza ed evacuazione, dunque, possono rientrare anche le palestre. Vediamo, in questo articolo, di approfondire alcuni aspetti da tenere in considerazione.

PEE nelle palestre e sicurezza antincendio

Innanzitutto, è importante ricordare che molte palestre (anche se non tutte) sono tenute a rispettare quanto previsto dai Vigili del Fuoco in tema antincendio, in quanto potrebbero rientrare nell'Elenco delle attività soggette ai controlli, ai sensi del DPR 151/2011.

Nello specifico, tra le attività 65 dell'elenco, rientrano:

  • Attività 65.1.B: locali di spettacolo e di trattenimento in genere, impianti e centri sportivi, palestre, sia a carattere pubblico che privato, con capienza superiore a 100 persone (e fino a 200 persone) ovvero di superficie lorda in pianta al chiuso superiore a 200 mq;
  • Attività 65.2.C: locali di spettacolo e di trattenimento in genere, impianti e centri sportivi, palestre, sia a carattere pubblico che privato, con capienza superiore a 200 persone ovvero di superficie lorda in pianta al chiuso superiore a 200 mq.

Come detto nell’introduzione, tuttavia, anche le palestre che non rientrano nelle attività appena menzionate potrebbero avere l’obbligo di redigere un PEE. Ad esempio, potrebbero avere 10 o più lavoratori, oppure prevedere la presenza contemporanea di 50 o più persone.

Quando si fa richiesta per l'ottenimento del CPI ai Vigili del Fuoco, dunque, si va già a realizzare un progetto che può fornire uno spunto per chi poi elabora il piano di emergenza ed evacuazione. Ad esempio, vengono riportate:

  • caratteristiche dei locali;
  • numero di estintori;
  • eventuale presenza di impianti sprinkler, sistemi per la rilevazione incendi, allarmi antincendio, ecc. (non sono sempre obbligatori, dipendono dalle dimensioni della palestra e da quanto previsto nel progetto stesso della palestra).

Altri aspetti da menzionare, in tema di sicurezza antincendio, riguardano la regolare manutenzione di tutti i dispositivi per la gestione delle emergenze (come gli estintori - ogni 6 mesi - i quali devono essere in numero sufficiente e adeguati al tipo di locali in cui si trovano). Oppure, l'eventuale presenza di porte REI (resistenti al fuoco), sempre in base a come sono pensati e strutturati i locali.

Evacuazione delle palestre: alcuni aspetti da considerare

Le caratteristiche della palestra possono influenzare gli aspetti relativi all'evacuazione dei locali. Alcune realtà possono essere dedicate solo al fitness, altre possono prevedere anche la riabilitazione, oppure entrambe le cose.

Prendendo come esempio una palestra riabilitativa, in cui operano quindi dei fisioterapisti, è chiaro che gli utenti presenti potrebbero avere difficoltà motorie o mobilità ridotte. Senza contare che gli spazi possono essere frequentati da persone con disabilità, da bambini e anziani. Questo significa che dovranno essere previste delle procedure ad hoc, per una corretta evacuazione di tutte le utenze coinvolte in caso di emergenza.

In generale, in base alla dimensione dei locali, è importante anche che siano affisse le planimetrie della palestra con indicate le vie di esodo, così che l'utente sia informato su quali percorsi prendere qualora dovesse essere evacuata la struttura (tali planimetrie sono comunque obbligatorie se si prevede di superare le 10 persone presenti in contemporanea).

Le vie di fuga, inoltre, devono sempre essere libere e accessibili, e non occupate da attrezzatura di ogni tipo. Non di rado, infatti, accade che pesi, step e attrezzi vari vengano lasciati in disordine dagli utenti, dopo il loro utilizzo. Magari proprio in punti tali da rappresentare un ostacolo a un'eventuale uscita di emergenza: una criticità che è importante tener presente nel PEE.

Fondamentale, poi, che porte e vie d'esodo siano segnalate da appositi cartelli e da luci di emergenza funzionanti, che indirizzino le persone nel caso dovesse saltare la corrente.

Per tutti questi motivi (e non solo) è quindi necessario che vengano svolte periodicamente delle prove di evacuazione della palestra, dove testare la prontezza delle persone a gestire un'emergenza (la simulazione può riguardare una casistica di incendio, di terremoto o di altre situazioni che richiedano un'evacuazione).

Valutazione dei rischi e Piano di emergenza nelle palestre

Gli aspetti da tener presenti nella gestione del rischio nelle palestre, e quindi anche nel piano di emergenza ed evacuazione, possono essere diversi.

La valutazione dei rischi permette di considerare tutti i fattori in gioco e capire, tra le altre cose, anche il livello di rischio incendio della specifica palestra. Ad esempio, il rischio incendio potrebbe essere di livello 2 (ex rischio medio) in caso di presenza di molte persone in contemporanea. Tuttavia, possono esserci anche palestre molto piccole, dove si fa solo riabilitazione o dove è previsto che ci siano pochi utenti che usufruiscono degli spazi nello stesso momento. Qui il rischio incendio può essere anche di livello 1, ovvero ex rischio basso.

In base alla dimensione della palestra, al numero di persone che potenzialmente può occupare e agli addetti che vi lavorano, dovrà essere presente anche un numero adeguato di persone formate alla gestione della sicurezza antincendio e primo soccorso.

A partire dalla valutazione dei rischi, quindi, potranno poi essere individuate le misure di emergenza ed evacuazione da inserire nel PEE.

In generale, al di là dell’obbligatorietà o meno, tale strumento risulta sempre utile ed efficace per tutelare tutti coloro che si trovano a vivere gli spazi della palestra (e non solo: qui trovi un approfondimento dedicato al piano di emergenza nelle scuole).

Devi effettuare una valutazione dei rischi o redigere un piano di emergenza ed evacuazione della tua palestra? Contattaci senza impegno per richiedere il supporto di un nostro esperto.


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Scritto da: Elena Bonomi


Consulente laureata in Scienze dei servizi giuridici e specializzata in sicurezza sul lavoro, appassionata di sport e chitarra.


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