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La norma UNI 11900 sugli installatori di sistemi di ancoraggio

La norma UNI 11900 sugli installatori di sistemi di ancoraggio

Entrata in vigore nel febbraio del 2023, la norma UNI 11900 definisce i requisiti di conoscenza, abilità, autonomia e responsabilità degli installatori di sistemi di ancoraggio.

Si tratta, in pratica, di tutti coloro che si occupano del montaggio, dello smontaggio e delle ispezioni dei sistemi di ancoraggio permanenti in copertura di cui alla UNI 11560.

In questo articolo, vediamo alcuni punti relativi alla norma UNI 11900:2023 e ai requisiti degli installatori di linee vita e non solo.

Norma UNI 11900: cos'è e com'è strutturata

In generale, le regole individuate da UNI riguardanti il metodo e la struttura di tutte le norme relative alle attività professionali non regolamentate (come quella, appunto, degli installatori di sistemi di ancoraggio), sono:

  • assicurare, nella fase pre-normativa, un monitoraggio costante del contesto legislativo nazionale e internazionale;
  • assicurare la coerenza con il Quadro Europeo delle Qualifiche (EQF) e con il Quadro Nazionale delle Qualificazioni (QNQ);
  • assicurare, per quanto possibile, il coinvolgimento di tutte le parti interessate, ai vari livelli (es. Regioni, Ministeri, organizzazioni delle imprese, dei sindacati, dei consumatori, Ordini e Albi professionali, ecc).

La norma UNI 11900, come detto, definisce i requisiti dell'attività professionale dell'installatore di sistemi di ancoraggio permanenti in copertura. Tuttavia, può costituire un riferimento utile anche per quei sistemi non installati in copertura, ma che prevedono comunque l'impiego di dispositivi permanenti.

Dopo le sezioni dedicate a scopo e campo di applicazione, ai riferimenti normativi e a termini e definizioni, la norma si sofferma sui compiti e sulle attività specifiche dell'installatore, così come su "conoscenze, abilità, autonomia e responsabilità" di questa figura professionale.

L’attività professionale dell’installatore di sistemi di ancoraggio è qualificata su tre livelli (base, intermedio e avanzato), che vedremo meglio nel paragrafo successivo.

La norma 11900 include anche:

  • appendice A (normativa), con gli elementi per la valutazione della conformità;
  • appendice B (informativa), con gli aspetti etici e deontologici applicabili;
  • appendice C (informativa), con i contenuti minimi dell'apprendimento non formale dell'installatore.

La formazione per installatori di sistemi di ancoraggio

Se è vero che il percorso di certificazione alla UNI 11900 è volontario, almeno fino a quando tale normativa non verrà richiamata da altri regolamenti nazionali o regionali, dall'altro è altrettanto vero che tale strumento può fare la differenza per l'installatore che vuole riconoscere le proprie competenze professionali.

Anche perché, alla luce della norma UNI 11900, saranno sempre di più le realtà che richiederanno la qualifica di installatore di sistemi di ancoraggio come garanzia di affidabilità e professionalità.

Come anticipato, la norma distingue tre livelli di qualifica, ovvero:

  • installatore base: può installare i sistemi di ancoraggio ma non può svolgere le ispezioni. Deve dimostrare di aver installato almeno 15 sistemi di ancoraggio permanenti e frequentare un corso teorico-pratico di almeno 32 ore;
  • installatore intermedio: può installare e ispezionare periodicamente i sistemi di ancoraggio, ma non può svolgere le ispezioni straordinarie. Deve essere in possesso dei requisiti dell'installatore base, dimostrare di aver svolto almeno 5 ispezioni periodiche e frequentare un corso teorico-pratico di 6 ore;
  • installatore avanzato: può installare i sistemi di ancoraggio ed effettuare le ispezioni straordinarie e periodiche. Deve essere in possesso dei requisiti dell'installatore intermedio, dimostrare di aver svolto almeno 5 ispezioni straordinarie e frequentare un corso teorico-pratico di almeno 4 ore.

Inoltre, per il mantenimento della qualifica di installatore di sistemi di ancoraggio, andranno previsti anche degli aggiornamenti periodici.

Sicurezza degli installatori di linee vita e corsi per lavori in quota

Lavorando su coperture, è chiaro che gli installatori debbano prestare attenzione anche a tutti gli altri rischi che possono essere correlati ai lavori in quota.

Oltre che per un discorso legato alla sicurezza delle persone, è la legge stessa che obbliga il datore di lavoro a scegliere le attrezzature più idonee a garantire condizioni lavorative in quota sicure. In primo luogo, dando priorità alle misure di protezione collettiva rispetto a quelli individuali e, in secondo luogo, scegliendo le dimensioni delle attrezzature più adatte alla natura dei lavori da eseguire, alle possibili sollecitazioni e ad una circolazione priva di rischi.

Il rischio di caduta dall'alto è senza dubbio quello più comune nei lavori in quota, ma vanno considerati anche quelli legati, ad esempio, all'effetto pendolo o alla sospensione inerte del corpo (diretta conseguenza del rischio principale).

In generale, tutte le attività svolte a oltre 2 metri di altezza (rispetto ad un piano stabile) sono considerate lavori in quota. E questi ultimi prevedono anche la formazione e l'addestramento obbligatori per l'uso dei DPI di terza categoria.

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Scritto da: Michele Vasselai


RSPP, responsabile marketing e vendite specializzato in comunicazione d'impresa e sviluppo commerciale, motociclista e appassionato di basket.


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