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Malattie professionali: tutto quello che devi sapere

Malattie professionali: tutto quello che devi sapere

Le malattie professionali sono spesso sottovalutate rispetto agli infortuni sul lavoro, ma in realtà incidono in modo considerevole sulla salute dei lavoratori.

A differenza degli infortuni, che avvengono all'improvviso e che hanno effetti immediati e subito tangibili, le malattie professionali sono patologie correlate all'attività lavorativa, che possono manifestarsi anche a distanza di molto tempo dalla vera e propria causa. Ecco perché è importante non sottovalutare determinate mansioni e ambienti di lavoro, così come le adeguate misure di prevenzione e protezione.

In questo articolo, capiamo meglio cosa sono le malattie professionali, quali sono le più comuni e come avviene il riconoscimento di malattia professionale da parte dell'Inail.

Cosa sono le malattie professionali: definizione e caratteristiche

Per malattia professionale si intende una patologia la cui causa agisce lentamente e progressivamente sull'organismo, e che i lavoratori contraggono per effetto del lavoro svolto.

La definizione di malattia professionale può avere diversi livelli di specificità in base ai contesti (preventivo, assicurativo, epidemiologico). Una possibile definizione generale, come riportata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, può essere la seguente: "qualsiasi stato morboso che possa essere posto in rapporto causale con lo svolgimento di una qualsiasi attività lavorativa".

Questa azione lenta e progressiva, se da un lato è ciò che differenzia la malattia professionale dall'infortunio sul lavoro (che, come anticipato, si verifica in modo immediato), dall'altro rende talvolta più difficile individuare il nesso causale tra malattia stessa e mansione svolta. Tale causa, infatti, deve essere diretta ed efficiente, ovvero deve produrre l'infermità in modo esclusivo o permanente. Il concorso di cause extraprofessionali è ammesso, purché esse non interrompano il nesso causale sopra citato.

Il rischio cui è esposto il lavoratore può essere dovuto non solo al tipo di mansione, ma anche all'ambiente in cui egli opera ("rischio ambientale"). In generale, vengono individuate tre tipologie di latenza temporale tra la prima esposizione e la manifestazione della malattia, ovvero:

  • latenza breve o brevissima: dopo giorni o mesi;
  • latenza media: dopo alcuni anni;
  • latenza lunga: dopo molti anni o anche decenni.

Negli ultimi anni si è registrato un importante aumento delle denunce di malattie professionali. Questo, sia per effetto di una maggior sensibilizzazione di lavoratori e datori di lavoro sul tema, sia per l'aggiunta di altre patologie - nel corso del tempo - tra quelle riconosciute come causa di malattia professionale.

Quali sono le malattie professionali: tabellate e non tabellate

I fattori che possono causare una malattia professionale al lavoratore sono diversi. Dall'esposizione a polveri, radiazioni e sostanze nocive ai rischi legati all'esposizione a rumore e vibrazioni, fino ad arrivare a disturbi muscolo-scheletrici (per la movimentazione manuale dei carichi e non solo), allo stress lavoro-correlato e molto altro ancora.

In generale, vi sono delle malattie professionali che vengono definite "tabellate", e che sono quelle inserite appunto nelle tabelle indicate dalla normativa di riferimento: DPR n. 1124/1965 e s.m.i. (Testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali).

L'elenco delle malattie professionali è stato poi aggiornato nel tempo, e di recente pubblicazione è il Decreto 10 ottobre 2023 (Revisione delle tabelle delle malattie professionali nell’industria e nell’agricoltura), in vigore dal 19 novembre 2023.

Questo non significa, tuttavia, che le patologie "non tabellate" non possano essere riconosciute come malattie professionali. Infatti, nel primo caso (malattie tabellate) semplicemente il lavoratore non ha bisogno di dimostrare l'origine professionale della malattia, mentre per le malattie non tabellate avrà l'onere di dimostrarne la causa professionale, per ottenere l'indennizzo Inail.

Nel nostro Magazine abbiamo spesso trattato di argomenti legati ai rischi che possono portare a malattie professionali. I disturbi muscoloscheletrici correlati all'attività lavorativa, ad esempio, sono tra i più comuni nel mondo del lavoro (circa i due terzi delle malattie professionali in Italia sono rappresentati da tecnopatie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo, come puoi leggere in questo articolo).

Solo per citare alcuni approfondimenti su queste tematiche, tra i tanti che puoi trovare, ti segnaliamo:

Riconoscimento di malattia professionale da parte dell’Inail: gli step fondamentali

In caso di malattia professionale, l'Inail indennizza i danni provocati, prevedendo prestazioni di carattere economico, sanitario e riabilitativo.

L'indennità viene calcolata in base alla retribuzione del lavoratore, percepita prima di effettuare la denuncia di malattia professionale. Quest'ultima prevede diversi step, che - semplificando - possono essere riassunti come segue:

  • comunicazione del lavoratore al datore di lavoro, entro 15 giorni dalla comparsa di malattia professionale;
  • invio della denuncia, da parte del datore di lavoro, all'Inail competente per il territorio (entro i 5 giorni seguenti);
  • verifica, da parte dell'Inail, della sussistenza della malattia;
  • erogazione delle somme previste, se la malattia rientra tra quelle tabellate o se il lavoratore dimostra il nesso causale tra attività lavorativa e malattia.

Va ricordato, comunque, che per alcune patologie il nesso tra attività lavorativa e malattia professionale può emergere anche a distanza di anni, addirittura dopo la cessazione del rapporto lavorativo. Per queste patologie, il periodo di indennizzabilità dal termine del rapporto di lavoro è illimitato, quindi il lavoratore può comunque avere diritto a un risarcimento.

Se la tua azienda prevede mansioni che espongono i lavoratori a malattie professionali, contattaci senza impegno per effettuare una valutazione dei rischi approfondita e capire quali misure di prevenzione e protezione è necessario adottare.


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Scritto da: Cristina Gatto


Consulente specializzata in salute e sicurezza sul lavoro e cantieri, amante della musica e della lettura.


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