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Formazione e sorveglianza sanitaria semplificata in agricoltura

Formazione e sorveglianza sanitaria semplificata in agricoltura

Tutelare la sicurezza sul lavoro in agricoltura è importante a tutti i livelli, dunque anche per quelle realtà che si affidano al supporto di personale solo per periodi limitati.

Per questo motivo, il Decreto Interministeriale del 27 marzo 2013 (“Semplificazione in materia di informazione, formazione e sorveglianza sanitaria dei lavoratori stagionali del settore agricolo”) è volto a fornire delle disposizioni semplificate anche ai lavoratori stagionali che lavorano per non più di 50 giorni all'anno.

Chiaramente il riferimento è a "lavorazioni generiche e semplici, non richiedenti specifici requisiti professionali". Vediamo, di seguito, cosa prevede il decreto per quanto riguarda sorveglianza sanitaria e formazione semplificata nel settore agricolo.

Sorveglianza sanitaria semplificata in agricoltura

La sorveglianza sanitaria nelle aziende ha come obiettivo quello di monitorare l'idoneità psicofisica dei lavoratori, sulla base dei fattori di rischio presenti e del tipo di attività da svolgere.

L'articolo 2 del Decreto del 27 marzo 2013 specifica quali sono le semplificazioni in materia di sorveglianza sanitaria nel settore agricolo. Ovviamente, sempre con riferimento alla tipologia di lavoratori menzionata sopra, ovvero con limite massimo di 50 giorni lavorativi all’anno.

Dunque, ad eccezione delle lavorazioni che comportano esposizione a rischi specifici (per i quali devono comunque essere svolte indagini specifiche in base alla mansione) gli adempimenti sono considerati assolti anche solo mediante visita medica preventiva, a seconda delle disposizioni del datore di lavoro. Essa va effettuata dal medico competente o dal dipartimento di prevenzione della ASL e non deve comportare aggravi di costi per i lavoratori.

Tale visita preventiva ha validità 2 anni e permette al lavoratore di prestare la propria attività stagionale anche presso altre imprese agricole senza ulteriori accertamenti (sempre, però, entro il limite delle 50 giornate l'anno).

L'effettuazione e l'esito della visita devono risultare da apposita certificazione, di cui il datore di lavoro deve acquisire una copia.

Come indicato al comma 5, infine, gli "enti bilaterali e gli organismi paritetici del settore agricolo e della cooperazione di livello nazionale o territoriale possono adottare iniziative [...] finalizzate a favorire l’assolvimento degli obblighi in materia di sorveglianza sanitaria", quali ad esempio convenzioni con ASL o medici competenti.

Semplificazioni in materia di informazione e formazione

Per i lavoratori individuati dal decreto 27 marzo 2013, vengono indicate anche le semplificazioni in materia di informazione e formazione.

In questo caso, gli adempimenti si considerano assolti consegnando al lavoratore appositi documenti e dispense con le indicazioni riguardanti:

  • identificazione, riduzione e gestione dei rischi;
  • conoscenze e procedure utili per lo svolgimento in sicurezza dei compiti in azienda;
  • conoscenze e procedure utili all'identificazione, eliminazione, riduzione e gestione dei rischi in ambiente di lavoro.

Tali documenti devono essere certificati dalla ASL o dagli enti bilaterali e dagli organismi paritetici del settore agricolo e della cooperazione di livello nazionale o territoriale.

Ai lavoratori provenienti da altri Paesi, inoltre, dev'essere garantita la comprensione della lingua utilizzata nei documenti relativi all'informazione e formazione.

Sicurezza sul lavoro in agricoltura: dati e rischi cui fare attenzione

In generale, il settore dell'agricoltura ha visto nel 2020 un netto calo delle denunce di infortunio e dei casi mortali rispetto al 2019. Le motivazioni, tuttavia, vanno ricercate soprattutto tra gli effetti della pandemia, ovvero:

  • difficoltà nella fornitura di materie prime per la produzione di beni essenziali;
  • scarsità della manodopera, provocata dal lockdown globale e dalla chiusura delle frontiere.

Come evidenziato da un’analisi condotta dall'Inail, i casi di infortunio denunciati lo scorso anno sono diminuiti del 19,6% rispetto a quello precedente, mentre quelli mortali sono calati del 25,2%. Numeri imparagonabili in confronto al quinquennio precedente (2015-2019) dove, nonostante un trend comunque decrescente, le denunce di infortunio sono diminuite del 13% in 5 anni, con una riduzione media di circa il 3,4% (solo -1,9% la differenza tra 2019 e 2018).

I rischi presenti in agricoltura possono essere molto diversi tra loro, specie considerando quelli specifici e che dipendono dalla tipologia di azienda, dall'attività svolta e dai macchinari presenti. Se ti interessa approfondire questo argomento, leggi l'articolo del nostro Magazine dedicato agli adempimenti per le aziende agricole in ambito di sicurezza.

Vuoi capire se la tua impresa agricola sta rispettando gli adempimenti di legge, tutelando sé stessa e la salute e sicurezza dei propri lavoratori? Contattaci senza impegno per richiedere la consulenza di un nostro esperto.


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Scritto da: Valentina Vasselai


RSPP, consulente e formatrice in ambito sicurezza sul lavoro e ambiente, appassionata di danza, gite in montagna e uscite in bicicletta.





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