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Il documento di sicurezza e salute (DSS) per le attività estrattive

Il documento di sicurezza e salute (DSS) per le attività estrattive

La sicurezza sul lavoro nel settore estrattivo può riguardare diverse tipologie di rischio, a seconda dell'attività e del contesto operativo.

Il documento di sicurezza e salute (DSS) rappresenta una sorta di documento di valutazione dei rischi specifico proprio per questo tipo di attività, dove includere anche le relative misure di prevenzione e protezione.

Infatti, nel D.Lgs. 81/08 vengono trattati solo in modo secondario gli aspetti relativi alla sicurezza in cave e miniere, i quali sono però stabiliti nel D.Lgs. 624/96 (inserito all'interno del Testo Unico stesso). In questo articolo, dunque, vediamo quali sono gli obblighi del datore di lavoro per quanto riguarda il DSS e i contenuti minimi da tenere in considerazione.

Documento di Sicurezza e Salute: obblighi del datore di lavoro

Il "Documento di Sicurezza e Salute" (DSS) corrisponde a quanto veniva riportato nel D.Lgs. 626/94 (articolo 4, comma 2) ed è il documento nel quale il datore di lavoro attesta annualmente che "luoghi di lavoro, attrezzature e impianti siano progettati, utilizzati e mantenuti in efficienza in modo sicuro".

Tale documento va trasmesso all'autorità di vigilanza prima dell'inizio dell'attività, così come gli eventuali successivi aggiornamenti (in caso di modifiche importanti dei luoghi di lavoro o in seguito a incidenti rilevanti).

Come anticipato, è in realtà il D.Lgs. 624/96 a specificare quali sono gli obblighi del datore di lavoro relativi al settore estrattivo (art 7). Innanzitutto, egli è tenuto a designare il sorvegliante nei luoghi lavorativi in cui sono presenti lavoratori (e trasmettere la comunicazione all'autorità di vigilanza).

Inoltre, egli deve prendere le misure e le precauzioni adatte al tipo di attività, in modo da:

  • prevenire, rilevare e combattere l'insorgere e il propagarsi di incendi ed esplosioni;
  • impedire la formazione, l'accumulo e l'innesco di atmosfere esplosive o nocive alla salute.

Il datore di lavoro deve anche occuparsi di:

  • fornire e mantenere in efficienza i mezzi di evacuazione e salvataggio (perché i lavoratori, in caso di pericolo, possano abbandonare il luogo in modo rapido e sicuro) - art. 12;
  • fornire e mantenere in efficienza i sistemi di allarme e di comunicazione (per iniziare immediatamente le operazioni di evacuazione, soccorso e salvataggio) - art. 13;
  • provvedere a informare lavoratori e rappresentanti sulle misure da prendere in materia di sicurezza e salute - art. 14;
  • sottoporre i lavoratori a sorveglianza sanitaria (se richiesto sulla base della valutazione dei rischi per la salute) - art. 15.

DSS coordinato e contenuti del Documento di Sicurezza e Salute

Quando i lavori vengono affidati a imprese appaltatrici o a lavoratori autonomi - oppure quando nello stesso luogo di lavoro sono presenti lavoratori di più imprese - il titolare dell'attività estrattiva deve redigere il DSS coordinato (art. 9).

Tale documento è frutto del confronto tra il DSS redatto dal titolare e il documento di valutazione dei rischi delle ditte esterne, e permette di:

  • identificare le possibili interferenze tra il lavoro da svolgere e le operazioni in cava/miniera;
  • informare i lavoratori esterni riguardo i rischi specifici presenti.

In ogni caso, le indicazioni per i contenuti minimi - previste all'articolo 10 del D.Lgs. 624/96 - valgono sia per il DSS che per il DSS coordinato. Andranno quindi incluse la valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori (in base all'attività svolta) e le conseguenti misure e modalità operative per ciascuno dei seguenti ambiti:

  • protezione contro incendi, esplosioni e atmosfere esplosive o nocive;
  • mezzi di evacuazione e salvataggio;
  • sistemi di comunicazione, avvertimento e allarme;
  • sorveglianza sanitaria;
  • programma per l'ispezione sistematica, la manutenzione e la prova di attrezzature, strumentazione e impianti (meccanici, elettrici ed elettromeccanici);
  • manutenzione del materiale di sicurezza;
  • utilizzazione e manutenzione dei recipienti a pressione;
  • uso e manutenzione dei mezzi di trasporto;
  • esercitazioni di sicurezza;
  • aree di deposito;
  • stabilità dei fronti;
  • armature di sostegno;
  • modalità della ventilazione;
  • zone a rischio di sprigionamenti istantanei di gas, di colpi di massiccio e irruzioni di acqua;
  • evacuazione del personale;
  • organizzazione del servizio di salvataggio;
  • impiego di adeguate attrezzature di sicurezza per prevenire rischi di eruzione dei pozzi, misure di controllo del fango di perforazione e misure di emergenza in caso di eruzioni;
  • dispositivi di sicurezza e cautele operative in perforazione con fluidi diversi dal fango;
  • impiego dell'uso di esplosivo;
  • eventuale programma di attività simultanee;
  • criteri per l'addestramento in caso di emergenza;
  • misure specifiche per impianti modulari;
  • comandi a distanza in caso di emergenza;
  • indicazione dei punti sicuri di raduno;
  • disponibilità della camera iperbarica;
  • protezione degli alloggi dai rischi di incendio ed esplosione.

Il DSS deve contenere, inoltre, anche le indicazioni sulle attività di informazione e formazione dei lavoratori e quelle relative alla consultazione del rappresentante per la sicurezza.

Infortuni e malattie professionali nelle attività estrattive

Le attività estrattive possono prevedere rischi molto gravi, non solo dal punto di vista degli infortuni sul lavoro ma anche per quanto riguarda le malattie professionali.

In base ai dati comunicati dall'Inail, analizzando gli anni tra il 2015 e il 2019, i casi accertati di infortunio nell'estrazione di pietra, sabbia e argilla sono più dell'88% sul totale di quelli denunciati in questo ambito. Per fare un confronto, l'intera gestione Industria e servizi si ferma al 66,3%.

Degli infortuni verificatisi in occasione di lavoro, inoltre, uno su quattro ha coinvolto operai addetti alla cava, mentre il 10% ha riguardato gli autotrasportatori (di autobetoniere e autocarri).

Diverse sono anche le casistiche di malattie professionali cui fare attenzione in questo settore. Nell'80% dei casi, nei 5 anni presi in esame, le tecnopatie registrate hanno riguardato soprattutto malattie osteomuscolari, del tessuto connettivo e dell'orecchio (il rumore dei macchinari, infatti, può esporre al rischio di sviluppare ipoacusie).

Anche silicosi e asbestosi - nonostante un calo medio annuo dell'8,9% dal 2010 al 2019 - sono casistiche da tenere presenti per le attività estrattive. Per approfondire, qui puoi trovare un articolo del nostro blog su questa tematica: Silice libera cristallina, la valutazione del rischio silicosi.

Dunque, redigere un Documento di Sicurezza e Salute accurato, che tenga conto dei diversi fattori di rischio e delle misure di prevenzione e protezione più efficaci, è molto importante. Se hai un'attività che opera in cave e miniere, e vuoi sapere come tutelare i tuoi lavoratori, contattaci senza impegno per richiedere la consulenza di un nostro esperto.


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Scritto da: Mario Gelao


Consulente specializzato in prevenzione e sicurezza su lavoro, amante di lettura, cinema e disegno.





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