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Alluminio per uso alimentare: come evitare i rischi

Alluminio per uso alimentare: come evitare i rischi

L'alluminio per uso alimentare trova largo impiego nella realizzazione di imballaggi e recipienti, come pentole, vaschette monouso, fogli per avvolgere il cibo, caffettiere, ecc.

Tale materiale ha diversi vantaggi, in quanto rappresenta un'ottima barriera all'umidità, blocca l'entrata dell'ossigeno (evitando la proliferazione di microrganismi aerobi), è leggero e resistente al calore e agli sbalzi termici. Oltre ad essere 100% riciclabile.

Tuttavia, quando entra in contatto con determinati prodotti, e in specifiche condizioni, l'alluminio alimentare può "migrare" e contaminare le pietanze, con possibili rischi tossicologici (specie per alcune tipologie di persone). Vediamo, nel dettaglio, quali sono gli aspetti cui fare attenzione e alcuni consigli per un utilizzo in sicurezza.

Rischi per alluminio alimentare: le persone più vulnerabili e i valori limite

Come confermato dal Ministero della Salute, le persone più vulnerabili alla tossicità orale dell'alluminio sono quelle con diminuita capacità escretoria renale. Ovvero:

  • anziani;
  • bambini sotto i 3 anni;
  • donne in gravidanza;
  • soggetti con malattie renali.

Nel 2008 l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), attraverso l’opinion “Safety of aluminium from dietary intake”, ha definito la dose settimanale tollerabile (TWI) di alluminio. Essa è pari a 1 milligrammo per ogni chilo di peso corporeo. Quindi ad esempio:

  • 20 mg per un bambino di 20 kg;
  • 70 mg per un adulto di 70 kg.

In Italia è il D.M. 18 aprile 2007 n. 76 a prevedere specifiche disposizioni per materiali e oggetti in alluminio e di leghe di alluminio destinati a venire a contatto con gli alimenti. Esse non si applicano, invece, a materiali e oggetti di alluminio ricoperto (a patto che lo strato a contatto diretto con gli alimenti faccia da effetto barriera).

Nel dettaglio, per alluminio si intende il metallo il cui tenore minimo di alluminio è pari al 99% (espresso come massa). La lega di alluminio rappresenta, invece, il prodotto ottenuto dall'unione - per fusione - di due o più metalli (dove l'alluminio è però presente in percentuale maggiore rispetto agli altri).

Alluminio alimentare: etichettatura e obblighi per produttori e utilizzatori

Tra le disposizioni del Decreto del 18 aprile 2007, è previsto che i contenitori in alluminio debbano sempre riportare in etichetta una o più delle seguenti istruzioni:

  • non idoneo al contatto con alimenti fortemente acidi o fortemente salati;
  • destinato al contatto con alimenti a temperature refrigerate;
  • destinato al contatto con alimenti a temperature non refrigerate, per tempi non superiori alle 24 ore;
  • destinato al contatto con alimenti a temperatura ambiente, per tempi superiori alle 24 ore.

L'ultimo punto si riferisce solo a determinate tipologie di cibi, indicate all'allegato IV. Si tratta, nel dettaglio, di:

  • prodotti di cacao e cioccolato;
  • caffè;
  • spezie ed erbe infusionali;
  • zucchero;
  • cereali e prodotti derivati;
  • paste alimentari non fresche;
  • prodotti della panetteria;
  • legumi secchi e prodotti derivati;
  • frutta secca;
  • funghi secchi;
  • ortaggi essiccati;
  • prodotti della confetteria;
  • prodotti da forno fini (a patto che la farcitura non sia a diretto contatto con l'alluminio).

Agli articoli 8 e 9, invece, vengono indicati gli obblighi per i produttori e per gli utilizzatori. Le imprese produttrici di materiali e oggetti in alluminio e lega di alluminio (per uso alimentare), devono infatti rispettare quanto previsto dal decreto e dimostrare di aver provveduto a controlli e accertamenti necessari. L'idoneità deve essere accertata tramite opportune verifiche, secondo i requisiti e le caratteristiche specificate negli allegati I, II e III.

Ogni partita dev'essere, quindi, corredata da una dichiarazione del produttore (che attesti la conformità di materiali e oggetti alle normative vigenti). In mancanza di questa, la dichiarazione di conformità dovrà essere rilasciata da un laboratorio pubblico di analisi.

Per quanto riguarda gli utilizzatori (in ambito industriale e commerciale), essi devono:

  • accertare la conformità di materiali e oggetti in alluminio e l'idoneità tecnologica allo scopo cui sono destinati;
  • avere la dichiarazione di conformità ed essere sempre in grado di permettere all'autorità sanitaria di identificare il fornitore o il produttore.

Alluminio per uso alimentare: come prevenire la contaminazione dei cibi

Pur essendo un materiale sicuro, l'uso non corretto dell'alluminio alimentare può provocare rischi alle fasce più vulnerabili della popolazione.

Ecco perché è importante che consumatori e operatori del settore alimentare siano a conoscenza degli accorgimenti necessari, per prevenire la contaminazione dei cibi dovuta al rilascio di alluminio da utensili o imballaggi.

Tempo di conservazione, temperatura e composizione dell'alimento sono i fattori che possono fare la differenza. Ecco alcuni consigli pratici, individuati dal Ministero della Salute, per quanto riguarda i contenitori in alluminio:

  • leggere l'etichetta e verificare che siano idonei al contatto con gli alimenti;
  • evitare di usarli per cibi molto acidi o salati (succo di limone, aceto, alici salate, capperi sotto sale, ecc.);
  • conservarvi gli alimenti oltre le 24 ore solo a temperatura di refrigerazione o congelamento;
  • conservare a temperatura ambiente, oltre le 24 ore, solo alimenti solidi secchi (caffè, pane, paste secche, frutta secca, ecc.);
  • non riutilizzare i contenitori monouso;
  • non pulirli con prodotti abrasivi;
  • non graffiare pentole, padelle e altri contenitori durante il loro utilizzo.

Materiali e oggetti in alluminio sono soltanto alcuni dei diversi MOCA (Materiali e Oggetti a Contatto con gli Alimenti) per i quali è necessaria una dichiarazione di conformità.

Come accennato, tra le azioni necessarie per ottenere questa certificazione, devono essere previsti anche dei test di laboratorio (o test di migrazione) per verificare il trasferimento di sostanze chimiche dal materiale all'alimento, e accertare che sia conforme alle normative di riferimento.

Se lavori nel settore alimentare, e vuoi essere certo di tutelare la salute dei consumatori - limitando al minimo le contaminazioni lungo tutta la filiera - contattaci oggi stesso per richiedere la consulenza di un nostro esperto.


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Scritto da: Mario Gelao


Consulente specializzato in prevenzione e sicurezza su lavoro, amante di lettura, cinema e disegno.





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