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Valutazione dello stato di conservazione delle coperture in cemento-amianto

Valutazione dello stato di conservazione delle coperture in cemento-amianto

La valutazione dello stato di conservazione delle coperture in cemento-amianto permette di capire se vi è aerodispersione delle fibre di amianto nella zona di riferimento e fino a che punto possa costituire un pericolo per la salute delle persone.

Il rischio amianto, infatti, è legato soprattutto al rilascio di fibre di tale materiale nell'aria, che vengono poi inalate dall'uomo e che possono portare a malattie associate soprattutto all'apparato respiratorio.

Nelle coperture in cemento-amianto, in buone condizioni, le fibre sono inglobate in una struttura che ne impedisce il rilascio nell'ambiente. Tuttavia, quando tali superfici iniziano a deteriorarsi e a presentare punti di rottura, ecco che il grado di rischio aumenta in modo netto.

Vediamo, in questo articolo, cosa prevede la legge in materia e come funziona una valutazione dello stato di conservazione di coperture in eternit.   

Valutazione stato di conservazione coperture in eternit: norme e ispezione visiva

In generale, è il DM del 6 settembre 1994 a riportare le "Normative e metodologie tecniche relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto" e a rappresentare il punto di riferimento per la gestione e il mantenimento in sicurezza dei manufatti contenenti amianto.

Partendo dai criteri riportati nel Decreto, la Giunta Regionale della Regione Veneto, con in Decreto n. 265 del 15 marzo 2011, ha approvato il documento Linee interpretative regionali per la sorveglianza sulle attività lavorative con esposizione all’amianto (titolo IX capo III del D.Lgs. 81/08), sul quale in Appendice 2 viene riportato il protocollo per la valutazione dello stato di conservazione delle coperture in cemento-amianto (ambiente esterno).

Come specificato in tale documento, consultabile per intero a questo link, il metodo valutativo consiste nell'ispezione visiva di una serie di parametri indicativi del rilascio delle fibre di amianto e della loro aerodispersione nell'ambiente.

Essi sono:

  • grado di consistenza del materiale (da valutare con tempo asciutto, utilizzando una pinza da meccanici o attrezzo simile);
  • presenza di fessurazioni, sfaldamenti o crepe;
  • presenza di stalattiti ai punti di gocciolamento;
  • grado di friabilità/sgretolamento.

Oltre allo stato di conservazione del materiale, un altro fattore da tenere in considerazione è anche il contesto

Ad esempio, terrazzi, balconi e finestre di luoghi situati in prossimità delle coperture in eternit, possono più facilmente veicolare le fibre di amianto all'interno degli spazi abitativi o lavorativi (soprattutto in presenza di vento).

Oppure, la presenza di scuole o luoghi di cura, vicino a edifici con coperture in cemento-amianto, richiede senza dubbio una maggior necessità di intervento.

Infine, sempre in riferimento al contesto vanno considerate la visibilità della copertura dall’interno del luogo di vita o lavoro (presenza o meno di controsoffitto e/o soletta) e la vetustà della copertura in anni.

Valutazione strumentale e rischi specifici per sopralluogo e campionamento

Oltre all'ispezione visiva, andrà svolta anche una valutazione strumentale della copertura, tramite campionamento e analisi del materiale.

I metodi analitici più usati per integrare l'ispezione visiva sono:

  • microscopia elettronica a scansione (SEM), per individuare soltanto le fibre di amianto e valutare sfaldamenti e crepe;
  • microscopia ottica in luce polarizzata (MOLP), per definire la presenza o assenza di amianto nel materiale polverulento e nei canali di gronda;
  • microscopia ottica in contrasto di fase (MOCF), per analizzare tutto il materiale fibroso.

Come riportato nel "Manuale operativo per la valutazione del rischio amianto nelle Agenzie Ambientali", pubblicato sul sito dell'ISPRA, i rischi specifici legati all'attività di sopralluogo e campionamento sono dovuti soprattutto a:

  • presenza delle fibre di amianto, motivo per cui gli operatori specializzati devono applicare le dovute precauzioni e indossare adeguati dispositivi di protezione individuale (facciale filtrante FFP3, tuta monouso in Tyvek con cappuccio - classe III, guanti in nitrile/vinile monouso);
  • scivolamento o caduta dall'alto: oltre ai DPI citati in precedenza, andranno previsti anche dispositivi quali scarpe con suola antiscivolo, elmetto di protezione, dispositivi anticaduta (come imbragature, funi, ecc). Questi ultimi, è bene ricordarlo, richiedono una specifica formazione e addestramento all'uso.

Fondamentale, quindi, che la valutazione dello stato di conservazione delle coperture in cemento-amianto sia sempre effettuata da tecnici abilitati.

Bonifica edifici da amianto: un’esigenza sempre attuale

La bonifica degli edifici dall'amianto, nonostante ormai tale materiale sia fuori produzione da anni, è ancora un'esigenza molto sentita nel nostro Paese.

Non a caso, di recente, è stato approvato un "Piano di bonifica da amianto" che prevede lo stanziamento di 385 milioni di euro per la rimozione e smaltimento di amianto dagli edifici pubblici, soprattutto nelle scuole e negli ospedali. Luoghi che, come detto in precedenza, hanno senza dubbio priorità rispetto agli altri, dato che coinvolgono fasce di popolazione più a rischio.

In generale, comunque, è fondamentale che sia il pubblico che il privato tengano almeno monitorata la situazione legata all'aerodispersione di fibre di amianto per deterioramento delle coperture in eternit: una tutela importante per la salute di chiunque viva nei pressi di edifici con queste caratteristiche.

Se devi effettuare una Valutazione dello stato di conservazione delle coperture in cemento-amianto, o vuoi maggiori informazioni su questa tematica, non esitare a contattarci per richiedere il supporto dei nostri tecnici. 


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Scritto da: Simone Zanoni


Consulente e formatore specializzato in sicurezza sul lavoro, ambiente e sistemi di gestione, con la passione per lo sport.





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