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Valutazione di Impatto Ambientale: cos'è e quando serve

Valutazione di Impatto Ambientale: cos'è e quando serve

La Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) è una procedura tecnico-amministrativa che serve a individuare, in maniera preventiva, gli effetti di un determinato progetto sull'ambiente e sulla salute dei cittadini.

In sostanza, per verificare l’effettiva realizzazione di un’opera o l’esercizio di una determinata attività, sia pubblica che privata, è fondamentale identificare il suo possibile impatto ambientale e le misure necessarie per prevenire, eliminare o ridurre al minimo ogni fattore negativo.

Al di là degli obblighi di legge, disciplinati in Italia dal D.Lgs. n.152 del 3 aprile 2006, preoccuparsi di concretizzare progetti sostenibili dev’essere prima di tutto un dovere morale nei confronti dell’ambiente in cui viviamo: non solo per salvaguardarne il presente, ma anche e soprattutto il futuro.

Cos’è la Valutazione di Impatto Ambientale

Introdotta in Europa dalla Direttiva Comunitaria 85/337/CEE (27 giugno del 1985) la VIA è uno strumento di politica ambientale che muove attorno a quattro concetti principali:

 - prevenzione (dei possibili impatti ambientali);
 - integrazione (analisi delle componenti ambientali e delle interazioni con i vari effetti possibili);
 - confronto (dialogo tra chi progetta e chi autorizza l'opera);
 - partecipazione (pubblicazione della domanda di autorizzazione e possibilità di consultazione, per garantire una maggiore trasparenza ai cittadini).

Le fasi di procedura della Valutazione di Impatto Ambientale, secondo quanto stabilisce la normativa italiana, prevedono:

 - verifica di assoggettabilità (screening);
 - definizione contenuti dello studio di impatto ambientale (scoping);
 - presentazione e pubblicazione del progetto;
 - svolgimento delle consultazioni;
 - valutazione dello studio e delle consultazioni;
 - decisione;
 - informazione sulla decisione;
 - monitoraggio.

Ma chi si occupa dell’analisi e di far rispettare le procedure?

Per una corretta valutazione, vista anche l'importanza e la delicatezza degli argomenti trattati, è sempre bene affidarsi a figure esperte e qualificate.

Solitamente sono professionisti come ingegneri, architetti, geologi, geometri ecc. che, grazie a corsi di formazione specifica sul tema, acquisiscono le competenze necessarie per seguire le diverse fasi (dallo screening alla relazione, fino al monitoraggio e ai vari adempimenti) o semplicemente per offrire una consulenza valida e affidabile.

VIA: quando serve

Quando serve la Valutazione di Impatto Ambientale? Nel distinguere gli ambiti di applicazione della VIA bisogna considerare che vi sono progetti di competenza statale (allegato II della Parte II del D.Lgs.152/06) e altri di competenza regionale (allegati III e IV).

A titolo esemplificativo, nel primo caso sono incluse:

 - raffinerie di petrolio;
 - centrali termiche e impianti di combustione;
 - impianti nucleari;
 - impianti termici;
 - acciaierie;
 - autostrade, aeroporti, tronchi ferroviari.

A livello regionale, invece, progetti legati a:

 - impianti eolici e termici per la produzione di energia elettrica;
 - impianti di smaltimento e recupero rifiuti tossici o pericolosi;
 - agricoltura;
 - industria energetica ed estrattiva;
 - infrastrutture.

Valutazione Impatto Ambientale: le novità del D.Lgs. 104/2017

Entrata in vigore il 16 giugno 2017, con il D.Lgs. 104/2017, la nuova Valutazione di Impatto Ambientale vede principalmente ridurre i tempi di procedura della VIA.

Tra le novità fondamentali infatti, oltre alla modalità ordinaria, vi è la possibilità di richiedere, per i progetti di competenza statale, un provvedimento unico ambientale che coordina e sostituisce tutti i titoli abilitativi o autorizzativi riconducibili ai fattori ambientali.

Oltre alla riduzione dei tempi per la conclusione dei procedimenti e all'eliminazione dell'obbligo di presentare elaborati progettuali nella verifica di assoggettabilità (basta uno studio preliminare ambientale), altre novità importanti riguardano:

 - pre-screening, ovvero una valutazione preliminare del progetto (da richiedere all'autorità competente) per individuare le corrette procedure da avviare nel caso di modifiche o adeguamenti tecnici di opere già esistenti;
 - regole omogenee su tutto il territorio nazionale;
 - digitalizzazione delle procedure (con eliminazione degli obblighi di pubblicazione sugli organi di stampa).

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Scritto da: Valentina Vasselai


Consulente e formatrice in ambito sicurezza sul lavoro e ambiente, appassionata di danza, gite in montagna e uscite in bicicletta.





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