pulsante lavora con noi studio essepi

Consulenza e formazione. Dal 1995 un punto di riferimento per aziende e professionisti.

Magazine

La valutazione della qualità dell'aria sul lavoro

La valutazione della qualità dell'aria sul lavoro

La qualità dell'aria sul lavoro è un fattore importante per garantire il benessere di chi vi opera, ed evitare che determinate condizioni possano incidere sulla salute e produttività del lavoratore.

La valutazione della qualità dell'aria negli ambienti di lavoro può essere complessa, a causa della presenza, in contemporanea, di sostanze di origine diversa: non solo prodotte dal normale processo di respirazione, ma anche emesse dai materiali presenti oppure introdotte dall'esterno.

Poiché la normativa nazionale e internazionale non fornisce un quadro univoco e di facile applicazione nelle diverse realtà lavorative, l'Inail (Direzione Regionale della Campania) ha pubblicato un documento allo scopo di:

  • fornire una sintesi delle attuali conoscenze sul tema;
  • permettere a datori di lavoro, RSPP e alle figure che si occupano di prevenzione, di valutare al meglio l'accettabilità della qualità dell'aria sul lavoro (e adottare, in caso, le azioni correttive necessarie).

Vediamo, di seguito, alcuni dei punti principali.

Legislazione italiana e valutazione della qualità dell'aria nei luoghi di lavoro

Il D.Lgs. 81/08 affronta il tema della qualità dell’aria nell’allegato IV “Luoghi di lavoro”, ma l’assenza di elementi quantitativi implica che qualsiasi valutazione in merito vada realizzata facendo riferimento alla normativa tecnica. Come detto, però, la normativa nazionale e internazionale non dà un quadro univoco, al contrario di quanto avviene in altri ambiti dell'igiene occupazionale.

Con riferimento alla legislazione italiana, quindi, l'allegato IV sopra citato richiede la conformità dell'ambiente lavorativo a una serie di requisiti (tutti qualitativi) e rappresenta l'elemento di dettaglio a supporto del più generale articolo 63 del Testo Unico (Requisiti di salute e sicurezza).

La qualità dell'aria indoor viene menzionata al punto 1.9.1, dedicata all'aerazione dei luoghi di lavoro chiusi. In tale contesto, infatti, sono previsti i seguenti punti:

  • tenendo conto dei metodi di lavoro e degli sforzi fisici dei lavoratori, è necessario che essi dispongano di aria salubre in quantità sufficiente, anche ottenuta con impianti di aerazione;
  • l'impianto di aerazione eventualmente utilizzato va sempre mantenuto funzionante. Ogni guasto deve essere segnalato da un sistema di controllo, quando ciò è necessario alla salvaguardia della salute dei lavoratori;
  • nel caso di utilizzo di impianti di condizionamento dell'aria o di ventilazione meccanica, essi devono funzionare in modo da non esporre i lavoratori a correnti d'aria fastidiosa;
  • gli impianti devono essere sottoposti a controlli periodici, manutenzione, pulizia e sanificazione, per la tutela della salute dei lavoratori;
  • qualsiasi sedimento o sporcizia, che potrebbe comportare un pericolo immediato per la salute dei lavoratori a causa dell'inquinamento dell'aria respirata, deve essere rapidamente eliminato.

Dunque, anche la qualità dell'aria va valutata e inserita nel Documento di Valutazione dei Rischi, come previsto all'articolo 28 del D.Lgs. 81/08. La valutazione della qualità dell'aria deve indicare:

  • data di esecuzione della valutazione ed eventuali misurazioni;
  • dati identificativi del personale qualificato che ha svolto la valutazione;
  • dati identificativi del RLS (o dei lavoratori, ove assente) e modalità della relativa consultazione e informazione;
  • dati identificativi della relazione tecnica allegata (che dovrà contenere almeno: tipologia di impianto, tempi e modalità di manutenzione; elenco dei punti di ingresso/uscita dell’aria nell’ambiente analizzato; quadro di sintesi dei soggetti esposti; risultati delle misure eseguite; categorie assegnate ai diversi soggetti esposti; pertinenti soglie di accettabilità; valutazione del comfort dei soggetti esposti);
  • programma delle misure tecniche e organizzative, da adottare per eliminare o ridurre il discomfort individuato, indicando tempistiche, modalità e figure aziendali preposte.

Valutazione della qualità dell'aria: rischio, discomfort e giudizio di accettabilità

Secondo lo Standard ANSI/ASHRAE 62.1, la qualità dell'aria interna è considerata accettabile quando non contiene inquinanti in concentrazioni dannose - in base a quanto stabilito dalle autorità competenti - e quando una larga maggioranza delle persone esposte (80% o più) non esprime insoddisfazione verso di essa.

Un primo aspetto che emerge da questa definizione riguarda i concetti di rischio e discomfort. In generale, infatti, negli ambienti indoor possono essere individuate 4 tipologie di sostanze inquinanti:

  • quelle generate dagli occupanti;
  • quelle generate dai materiali edilizi e di arredo;
  • quelle generate dalle lavorazioni eseguite;
  • quelle presenti nell'aria esterna e immesse all'interno dalla ventilazione naturale o meccanica.

Quando le concentrazioni di queste sostanze sono tali da risultare dannose o pericolose, il datore di lavoro deve effettuare una valutazione del rischio esposizione a sostanze pericolose. Mentre, per concentrazioni che non risultano dannose o pericolose, andrà fatta una valutazione relativa all'entità del disturbo arrecato dalla qualità dell'aria indoor.

Il secondo aspetto ha a che fare con il giudizio degli occupanti e su come stabilire l'accettabilità dell'ambiente da parte della forte maggioranza dei soggetti. In linea di massima vengono individuati due percorsi:

  • quello diretto, o prestazionale, prevede che l'accettabilità risulti associata al mantenimento delle concentrazioni delle sostanze inquinanti al di sotto di specifiche soglie limite;
  • quello indiretto, o prescrittivo, prevede che l'accettabilità risulti associata al mantenimento di flussi di ingresso di aria pulita, di entità pari o superiore a opportuni valori limite.

Valutazione qualità dell’aria indoor: metodo prescrittivo e metodo prestazionale

Il metodo indiretto, o prescrittivo, ragiona in termini di portata d'aria, quindi comporta la conoscenza di:

  • quanta aria è richiesta, in un dato ambiente, per ottenere condizioni accettabili;
  • quanta aria esterna viene effettivamente immessa in quell'ambiente.

Tuttavia, bisogna considerare che la portata d'aria richiesta non è un valore fissato per legge in modo univoco, ma va calcolato di volta in volta, considerando elementi non banali (come il numero di soggetti nell'ambiente e la loro attività metabolica). Anche la stima della portata d’aria esterna immessa nell’ambiente è complessa, perché deve includere sia il contributo dovuto alla ventilazione meccanica sia il contributo dovuto alla ventilazione naturale.

Questo approccio è preferibile nella progettazione di impianti RCV (Riscaldamento Condizionamento Ventilazione), mentre per la valutazione della qualità dell'aria il metodo prestazionale risulta non solo più coerente rispetto ai metodi usati per la valutazione degli altri aspetti del comfort, ma anche più diretto e semplice dal lato pratico.

Infatti, esso ragiona in termini di concentrazione di inquinanti, stabilendo dei limiti "assoluti" che vengono determinati dalle caratteristiche di accettabilità legate alle proprietà degli inquinanti e alla sensibilità umana a tali sostanze. Questi limiti non dipendono dalla densità dei soggetti presenti né dall'attività metabolica, e nemmeno dalla tipologia o dalla densità degli arredi.

Se viene affrontata la valutazione della qualità dell’aria è perché è stato preliminarmente verificato che le concentrazioni delle sostanze inquinanti sono basse a sufficienza da non rappresentare un rischio per la salute. Questi limiti sono “diretti”, in quanto stabiliti sulla base della reale quantità dell’agente di discomfort da tenere sotto controllo, mentre quelli sulla portata d’aria sono “indiretti”, in quanto relativi all’azione da mettere in campo affinché (presumibilmente) non si generi una situazione inaccettabile.

Ecco perché nella pubblicazione Inail viene sviluppato esclusivamente il metodo diretto, individuando - per numerose sostanze - soglie di accettabilità articolate su 3 o 4 categorie. Per approfondire, qui puoi leggere il file completo.

Vuoi effettuare una valutazione della qualità dell'aria nella tua azienda, e capire quali eventuali misure tecniche e organizzative adottare? Contattaci senza impegno per richiedere il supporto di un nostro professionista.


banner ebook studio essepi 


valentina-vasselai-studioessepi  

Scritto da: Valentina Vasselai


RSPP, consulente e formatrice in ambito sicurezza sul lavoro e ambiente, appassionata di danza, gite in montagna e uscite in bicicletta.


Chiamaci

045 8621499